L'azione mime

02/02/2022 |

“Siamo ciò che facciamo con la ripetizione,” disse Aristotele.

La ripetizione è una chiave importante per uno sviluppo più rapido e migliore, sia a livello tecnico che tattico. Ma come puoi, come giocatore, e come puoi, come allenatore, integrare questo nelle tue sessioni di allenamento? Come ottenere il massimo dal tuo allenamento?

L'azione Mime

Prima di tutto una breve spiegazione di cosa sia l’azione “Mime”: consiste nell’eseguire un movimento tecnico o tattico “a secco”, cioè senza coinvolgere la palla. Per esempio, una ricezione o una transizione dalla difesa all’attacco, ma senza colpire la palla.

Vi sarà capitato di notare che un saltatore in alto si allena sul ritmo della rincorsa, brevemente a secco, prima del salto. Oppure che un tennista, dopo un diritto sbagliato, prova come avrebbe dovuto eseguire il colpo. O che un golfista, prima del putt, si esercita a secco, appena fuori dalla palla. Questa è la formazione mimica. Si pratica un movimento senza palla. Ma come si può fare, ad esempio, durante un esercizio di servizio-ricezione?

Conosciamo l’esercizio: c’è una fila di battitori e una fila di ricevitori. Ma c’è sempre un momento in cui alcuni giocatori restano in attesa. Invece di limitarsi a guardare, potrebbero partecipare a secco insieme al compagno. Come giocheresti la palla con le braccia basse se ti venisse servita? Non limitarti a mimare il movimento nella tua testa, ma dagli un’espressione fisica.

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Applicazione nella formazione

Come allenatore, puoi incoraggiare questo comportamento istruendo chi è in attesa a partecipare a secco. Inoltre, dopo aver eseguito la ricezione, puoi ripetere il movimento a secco, così come avrebbe dovuto essere. In questo modo ottieni una doppia carica e più ripetizioni, accelerando lo sviluppo del giocatore. Sommando: 1 passaggio mimato, 1 passaggio reale, 1 passaggio mimato. Sono 3 ripetizioni invece di 1, e potresti migliorare 3 volte più velocemente. Hai paura di fare brutta figura? Pensa ai progressi che stai facendo nello sviluppo. E se tu, come allenatore, integri questo metodo nell’allenamento e ti aspetti che tutti partecipino a secco, i giocatori non restano mai da soli. Gli americani e i brasiliani lo fanno così da tempo e non sembrano certo peggiorati…

Autore: Dennis Veth, VolleyballXL

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